VAL VENOSTA, ARRIVANO I NUOVI TRENI. TANTO SFORZO, MA QUALCHE NEO INIZIA A VEDERSI ANCHE DA QUESTE PARTI
Di Simone Sacchi
Sabato 18 luglio 2026 si sono festeggiati i 120 anni di Ferrovia della Val Venosta (Vinschgaubahn). Per l’occasione la società che gestisce la Ferrovia, ossia STA, ha organizzato diversi eventi e momenti di convivialità. Ma partiamo dall’inizio della giornata.
Partenza in auto da Aprica, in Valtellina. Qui, passate le Olimpiadi Milano Cortina, sono rimaste per gli utenti del TPL le linee extraurbane ben legate ai treni delle valli Camonica e Valtellina. Le fermate sono abbastanza ordinate nel loro insieme. Aprica dispone pure del servizio bus urbano.
La Valtellina ora gode delle nuove “paline di Regione Lombardia” che fanno un po’ sfigurare quelle più classiche oltre il Passo dello Stelvio. Analizzando un secondo l’offerta di TPL al Passo, è doveroso dire che esiste ma talvolta con dei compromessi scomodi. Gli orari dell’Alto Adige non sono stabili e, in alcuni momenti, la coincidenza non è garantita. Sarebbe utile una maggiore sinergia tra il modello molto schematico lato Lombardia e quello più superato e casuale oltre il Passo. Stesso discorso vale per gli orari, senza auto la gita in giornata sarebbe stata impossibile. Si potrebbe fare di più.
Il minitour ferroviario inizia a Lasa (Laas) che con l’orario ridotto attuale funge da importante punto di interscambio: arriva il treno diesel da Merano, si cambia con il nuovo treno elettrico verso Malles oppure con il bus complementare alla ferrovia.
Presso la stazione sotto dei tendoni c’è una bella festa, si parla tedesco, il cibo viene offerto a prezzi modesti dai Vigili del Fuoco locali. Conto finale: 4€. Bell’evento, complimenti!

Dopo pranzo, una fugace visita al ponte sull’Adige una volta pericolante ed ora transitabile. Si tratta del ponte appartenente all’ex-ferrovia industriale per il trasporto del marmo. In fondo al vecchio binario, il fianco della montagna è ancora scavato da una cicatrice, ovvero il piano inclinato oggi dismesso.
Camminando verso la stazione, essendo in compagnia di ferrovieri, ci chiediamo quali siano i tempi di attesa al passaggio a livello sulla Vinschgaubahn. Scendono le sbarre, passano circa tre minuti e arriva il nuovissimo ETR160 Coradia Stream. Il treno viaggia sulla prima linea d’Italia senza segnalamento luminoso. Qui l’ERTMS L2 ha soppiantato definitivamente la lampadina similmente alle linee AV.
I tempi di attesa a sbarre abbassate non sembrano, per ora, essere particolarmente migliorati.

Saliamo sul nuovo arrivato in casa STA, le aspettative sono alte. I materiali dei sedili marchiati Kiel sono belli e a tono con gli interni del treno. Alcuni posti addirittura offrono delle luci di lettura. Un buon numero di sedili ha il tavolino. Purtroppo notiamo anche i famigerati sedili “ciechi” con vista parete, un peccato considerando il paesaggio fuori dal vetro. Tutt’altro che soddisfacente la qualità degli schermi informativi. Ce ne sono tanti ma con una grafica vecchia, diversi sono grigi, uno sembra avere già lo schermo rovinato. Peccato.
La porta della toilette PMR fa già le bizze. Siamo consapevoli che il costruttore di questi treni sia noto per non brillare sui “dettagli”. A completare i difetti, i vetri sono ondulati. L’effetto è dovuto alla scelta di oscurarli, a scapito delle tendine, di fatto inesistenti.
Per contro, a favore del comfort il treno è molto silenzioso e offre moltissimo spazio. Tanti posti anche per le biciclette.
Durante il cambio banco a Malles gli amanti della ferrovia fanno tappa fissa alla stella di inversione, anni orsono utilizzata dalle vaporiere. Oggi una bella ciclabile ne interseca una porzione. Le traversine di legno odorano di Creosoto in contrasto con il recente deposito di STA lì accanto. Facciamo quattro chiacchiere con il capotreno, ci dice che i nuovi treni necessitano della sua presenza (più quella di due controllori) al contrario dei GTW (ATR 100) a diesel. STA ha deciso così perché il treno è troppo lungo; quindi, il macchinista perde la sua autonomia (sul GTW chiude le porte e viaggia senza CT). Restiamo un po’ stupiti, sembra un passo indietro dover ricorrere a più personale rispetto al passato.

Ritornati a Lasa, saltiamo su un classico autotreno termico in composizione singola. Tanti altri gemelli sono in deposito, il treno è pieno, qualcuno resta in piedi. Chissà perché durante una giornata così importante si è deciso di offrire la metà dei consueti posti.
Incrociamo più volte il bus complementare B250, magari l’idea è di spostare una parte dell’utenza su gomma. Un amico è sul bus, l’aria condizionata è spenta, non vanno nemmeno gli indicatori di destinazione (sostituiti da cartelli di carta). L’orario viene disatteso di oltre un quarto d’ora, alcuni passeggeri si lamentano del trattamento. Cosa succede al rigore altoatesino?
Situazione simile sul convoglio: il sistema di informazione di bordo (PIS per gli esperti) non funziona, tranne indicare l’orario undici minuti in avanti.

Nel frattempo il GTW scende verso Merano giusto prima del temporale che sta imperversando sull’alta vallata. Entriamo nella cabina del nuovo Coradia esposto al binario 1. La cabina è predisposta per ben tre sistemi: italiano a 3 kV CC, altoatesino a 25 kV CA (la tensione da Merano in su è questa) e infine i 15 kV AC per la circolazione in Austria. Questo è un vero treno internazionale, al pari del TiLo. Chissà se vedremo mai qualcosa di simile transitare nella Galleria del Sempione.

Tornando verso Lasa dove avevamo lasciato l’auto, vediamo l’entrata in contemporanea dei treni nella stazione di Laces. Siamo quasi commossi. ETCS snellisce efficacemente l’incrocio!
Chiudiamo la gita riflettendo su quanto osservato. Abbiamo tutti l’idea che in vent’anni circa si inizino a notare dei segni di decadimento, anche le stazioncine luccicano meno rispetto al passato. I pagamenti contactless ancora latitano da queste parti.
Lasciamo la Val Venosta salutati da due magnifici arcobaleni, ripromettendoci di tornare quando tutto il servizio sarà a regime.
A presto Vinschgau.
