IMPRESSIONI DI VIAGGIO E NON SOLO, TRA LA CALABRIA INTERNA E LO STRETTO DI MESSINA
Di Simone Sacchi
Voglio riportare di seguito l’esperienza da viaggiatore vissuta in Calabria durante la stagione estiva 2025 assieme a due amici, di cui uno membro UTP Milano. Il viaggio parte naturalmente sotto le volte di acciaio, anno 1931, della stazione Centrale di Milano. Il Frecciarossa 9623 punta direttamente verso Reggio di Calabria.

Il viaggio si è svolto senza particolari problemi, tanto da permetterci la coincidenza prevista a Lamezia Terme Centrale con il Tropea Line svolto da un Pop. Le condizioni del treno sono apparse subito eccellenti. L’inserviente passa a pulire un treno già ordinato, sia internamente che esternamente. La prima impressione è ottima (verrà riconfermata sempre).
In meno di un’ora siamo a Tropea, perla del Tirreno che ci accoglie con una stazione d’altri tempi. Passaggi a raso e una discreta folla in cerca del treno nella giusta direzione. La cittadina meravigliosa si è dimostrata funzionale come base di partenza durante la vacanza. Vacanza sì, ma mica solo mare e spiaggia!

Il secondo giorno è stato dedicato alla scoperta della zona di Cosenza, in particolare della Ferrovia Cosenza – Rogliano. Per raggiungere il Cosenza Vaglio Lise abbiamo attraversato le montagne su un Minuetto tenuto in condizioni più che accettabili con tanto di arcaico sistema informativo funzionante. Subito dopo il cambio-banco presso la stazione di Paola, affacciata sul mare, il treno sfreccia dentro la Galleria Santo Marco oggetto di una futura dismissione a favore del nuovo tunnel omonimo.
Giunti nell’enorme stazione di Vaglio Lise le FS lasciano spazio alle Ferrovie della Calabria. Scordiamoci però di trovare vecchi rotabili arrugginiti al binario. Piuttosto, pronto a partire, troviamo un nuovissimo convoglio Stadler. Veicolo prodotto su misura, con motori di ultima generazione e trazione diesel-elettrica, questi convogli offrono 100 posti a sedere ed altrettanti in piedi. L’esterno meraviglioso grazie alla livrea giallo-bianca va di pari passo con gli interni moderni e freschi. Curiosa la presenza delle obliteratrici di tipo automobilistico accompagnate dai tasti STOP per le fermate su richiesta. A tal proposito, va segnalata la presenza di numerose fermate su domanda, opportunamente annunciate. Viene proprio da pensare alla Svizzera.

Forse l’unica nota stonata è l’assenza di un WC a bordo, in previsione della futura riapertura integrale della linea fino a Catanzaro questo aspetto potrebbe essere un problema, salvo l’aggiunta di un ulteriore rimorchio centrale con ritirata.
La salita verso Rogliano è emozionante. Lasciata la città, i binari si inerpicano su pendenze incredibili, curve strettissime e viadotti ad archi degli di nota. Presso la stazioncina di Pedace si possono avvistare i binari della Ferrovia della Sila verso Camigliatello Silano. La speranza di rivederli attivi in funzione turistica è l’ultima a morire. Arrivati a Rogliano vediamo diversi bus per i servizi verso i paesi limitrofi oltre che il sostituivo della ferrovia.
In attesa del treno verso casa ci siamo presi del tempo per esplorare la stazione di Vaglio Lise. L’opinione fredda ed ingegneristica può essere: “sovradimensionata”.

Qualche giorno dopo decidiamo di visitare lo splendido Museo Nazionale di Archeologia di Reggio di Calabria, a pochi passi dalla stazione RC Lido. Purtroppo i guasti di RFI sembrano non andare in vacanza, tanto da costringerci ad un cambio presso Rosarno. Questa situazione si rivela in realtà una opportunità per provare un convoglio poco diffuso al Nord.
L’HTR 412 (Hybrid Treno Rapido) Blues ci porta infine a destinazione solo 15 minuti oltre l’orario preventivato.
Visiti i Bronzi di Riace e la necropoli nascosta sotto il museo, il giro è proseguito con il treno regionale fino a Villa San Giovanni. L’intenzione iniziale era di imbarcarsi su un “Bluferries” delle FS, scelta che si è subito rivelata inattuabile a causa delle frequenze assai rarefatte (era ora di pranzo). Per fortuna a poca distanza Caronte & Tourist offre per €2,50 partenze ogni pochi minuti verso Messina.

Sbarcati in terra sicula, vediamo subito i binari del tram ma nessun veicolo sfrecciarci sopra. La linea infatti era interrotta per lavori di manutenzione. Questa è stata dunque un’opportunità per provare i bus di ATM. Saliti a bordo, nonostante il marchio del veicolo ha la nomea di essere “poco robusto”, rimaniamo basiti. Biglietti digitali o classici accettati, schermo informativo con fermate corrette, pulizia totale, abitacolo fresco e pochissime vibrazioni, nonostante due anni sulle spalle del mezzo. Anche fuori dal finestrino notiamo strade e stradoni asfaltati, corsie preferenziali e ciclabili. Il bus viaggia tranquillo complice anche il ridotto traffico privato.

Dopo pranzo, in zona Università, attendiamo il primo passaggio utile sulla linea di forza 1 “Shuttle 100” diretta a Torre Faro. La pensilina è recente, cardio-protetta con defibrillatore e presenta un display per gli arrivi disattivato. Presso altre fermate li abbiamo scorti funzionanti.
Saliti sul bus ibrido, ritroviamo esattamente la stessa qualità percepita all’andata. L’autista sfreccia a tutta velocità sul lungomare fino al capolinea. A causa della distanza eccessiva dalla prima rivendita di biglietti, il terminal Torre Faro dispone di un distributore automatico di biglietti. Qui la mente va a Trieste, in particolare al fronte Castello di Duino ove c’è una predisposizione simile.
Fatti quattro passi ci rendiamo conto che il bus 38 (Circolare Torre Faro) si è perso tra le viuzze ai piedi del pilone Morandi; quindi, camminiamo fino all’imponente scheletro di metallo. A seguire un minibus ci ha riportati al capolinea della linea 1.

Qualche ora più tardi ci troviamo sotto la tettoia della stazione di Reggio Calabria, finemente restaurata nella sua copertura in mosaico. Qui parte l’esperienza con ATAM, locale azienda di TPL. La palina elettronica è accesa, attendiamo invano il bus 14 per oltre mezz’ora. Ci salva infine il bus 17, tra lo stupore dei conducenti esterrefatti dal problema con l’altra linea (una delle più importanti della città). Merenda da Fragomeni e rientro verso il centro con un mezzo assai tremolante. La differenza tra un lato e l’altro dello Stretto è palpabile.
Fattasi una certa ora, ci siamo recati in stazione centrale. Ad attenderci una sorpresa inaspettata. Il treno storico Treno degli Dei, inizialmente previsto con il locomotore elettrico E656 Caimano, sarebbe stato trainato da una locomotiva diesel D445 detta “Bubbolo”. Particolare la livrea IC Sun, fuori epoca di circa 50 anni, che ha però emozionato gli appassionati per l’unicità del momento.

Il rientro verso Tropea si è svolto a finestrino abbassato. La notte stellata e la Torre Faro che si illumina ad intermittenza sempre più lontana. Difficile trasmettere a parole le sensazioni di un viaggio simile. Provare per credere!
La serata si è conclusa con il saluto al treno in castano isabella e grigio ardesia in partenza dalla storica stazione di Tropea. Un salto nel passato, vissuto al presente.
Veniamo quindi alla terza grande giornata sulle rotaie di questa intensa vacanza estiva.
Raggiunto lo snodo di Lamezia Terme Centrale viviamo la seconda esperienza con il convoglio Blues ma questa volta della divisione Trenitalia Intercity. L’idea iniziale era di impiegare i treni regionali, salvo poi accorgerci che la chiusura parziale della linea Jonica prevedeva una lunga deviazione dei treni IC tra Reggio di Calabria e Taranto. Una nuova opportunità che è stata colta al volo. Le impressioni sono state buone, in questa variante i treno è configurato in modo più spazioso. Nonostante la trazione termica, internamente si è immersi nel silenzio.

Percorsa la linea “Dei due Mari” sfrecciamo attraverso la stazione di Catanzaro Germaneto, nota cattedrale nel deserto, per raggiungere poi Catanzaro Lido. A pochi metri scorgiamo la stazione delle Ferrovie della Calabria, interamente rinnovata e pronta per l’imminente riapertura del servizio ferroviario fermo dal 2023. Presto tornerà il “Pendolo”, ossia la metropolitana (ndr, servizio metropolitano ferroviario) di Catanzaro che prevederà fino a 3 treni all’ora. Lungo il tracciato raddoppiato si possono osservare diverse stazioni completamente nuove, all’apparenza molto moderne.
Venendo a noi, abbiamo percorso gli 8 km tra Lido e la città con un minibus sostitutivo di Ferrovie della Calabria, purtroppo mal segnalato nei punti di fermata.
Arrivati su in città, dopo pranzo, ci siamo incamminati verso la Stazione FdC di Catanzaro Città. L’atmosfera è di altri tempi, molto affasciante. Accanto al fabbricato viaggiatori si sviluppa un caotico piazzale / autostazione pieno di bus nuovi sempre di FdC. Oltre, il deposito e lo scalo ospitano rotabili recenti in condizioni precarie oltre che numerosi ferri vecchi, ridotti ad uno stato veramente miserrimo. Ci viene confermata in stazione la situazione critica per quanto riguarda l’officina. A stonare su tutto, uno dei treni a cremagliera Stadler acquistato nel 2010 e lasciato in balia dei graffiti su un tronchino di stazione.

Diversamente, l’unità DE M4c per il Santuario di Madonna di Porto, manteneva il suo aspetto “Svizzero”. Informazioni sonore funzionanti, tasti STOP e obliteratrici. Appena partiti dalla città, si viene proiettati in mezzo ad un paesaggio verde e aspro. Gole profonde sovrastate da viadotti in curva, gallerie in forte pendenza e stazioncine ferme nel tempo. Capiamo ben presto che anche l’altro capo della linea rispetto a Cosenza ha un valore inestimabile. Andata e ritorno fino al Santuario fanno apprezzare due volte i passaggi pazzeschi di questa strada ferrata.

Lasciamo Catanzaro con il bus sostitutivo, verso la stazione di Lido.
Non sazi dell’esperienza sul treno storico di qualche giorno prima, percorriamo la linea di valico verso Lamezia Terme a bordo di una ALn 663 ex-Cuneo. Finestrino abbassato, vento tra i capelli, tante gallerie e curve. Emozione pura!

Il giorno successivo il rientro ci avrebbe riservato qualche intoppo non da poco, con 93 minuti di ritardo del Frecciarossa e la necessaria riprotezione a Roma. Ad onore del vero, questa procedura è risultata piuttosto semplice grazie al nuovo canale Whatsapp di Trenitalia. Con circa un’ora e mezza di ritardo la vacanza si è chiusa sotto le volte della Stazione Centrale di Milano.
A presto Calabria!
